AFP e AEFP – Strategie di conteggio con gli Automated Function Point per la gestione dei Fornitori – Prima Parte

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Nell’ambito della pratica di conteggio degli Automated Function Point (AFP), ora divenuto standard ISO 19515:2019, https://www.castsoftware.com/research-labs/function-points) particolare importanza riveste la “Strategia di Calibrazione”. Conteggio AFP e AEFPGli AFP nascono dall’esigenza delle aziende di avere un metodo semplice ed efficace per valutare la dimensione di una applicazione software in punti funzione in modo automatico, mantenendo la compatibilità con gli standard di misurazione manuale (ad esempio IFPUG). Il metodo, messo a punto per la prima volta da OMG e implementato da CAST, attraverso l’applicazione di algoritmi di software intelligence è in grado di intercettare nel codice sorgente quelle relazioni di “uso”, che tipicamente si utilizzano per accedere a entità di memorizzazione dati. La definizione di “Transazione Completa”, che si evince dal manuale ISO di conteggio, si riferisce a quella particolare sequenza di operazioni di I/O, richieste dall’utente, come funzionalità per espletare un particolare obiettivo di business (FUR). Con questa definizione è facile comprendere che per calcolare la dimensione funzionale di una applicazione con gli AFP, la strategia di calibrazione per il conteggio della Baseline (prima release software analizzata dallo strumento automatico) riveste particolare importanza, ed è relativamente molto semplice da mettere in atto. Basta definire quali sono i “Punti di Ingresso” (Entry Point) e quali sono i “Punti di Chiusura” (End Point) della transazione per poter capire subito come i dati, attraversando i vari layers applicativi, giungono ai dispositivi di memorizzazione (Tabelle per default). Sommando il numero di Automated Function Point di ciascuna transazione e dei files logici collegati, si ottiene la dimensione applicativa. Se vengono aggiunte delle nuove release, successive alla versione base analizzata, lo strumento di calcolo ne valuterà, sull’intero stack dell’architettura, i componenti “aggiunti”, “modificati”, “cancellati”.

 Ma questo ragionamento è sempre vero?

 La risposta è sicuramente No.

Se dobbiamo fare una valutazione, per esempio, in ambito di un progetto di grandi dimensioni, (https://www.castsoftware.com/solutions/automated-function-points-for-productivity-and-software-sizing) con sottosistemi che contemplano molti domini, le cui transazioni si completano attraversando tutti questi domini, progettati e sviluppati da fornitori differenti e si vuole capire quali sono gli “effort” sostenuti e suddivisi per fornitore, certamente il ragionamento sopra, è limitativo e non raggiunge il nostro “scopo”.

La risposta a questa esigenza ci viene fornita dagli AEP (Automated Enhancement Point), che affiancano il metodo AFP ISO e ne estendono le possibilità di misurazione automatica.Logica del calocolo degli AFP

Gli AEP contemplano due tipologie di misurazione: La prima denominata AEFP (Automated Enhancement Function Point) che corrisponde, volendo fare un paragone con il metodo di misura IFPUG FSM, alla misura EFP (Enhancement Function Point) e identifica la dimensione di un progetto di manutenzione evolutiva (esclusa naturalmente la manutenzione correttiva che come ben sappiamo “non muove Function Point”) relativa ai FUR. La seconda misura ben più articolata è quella degli AETP (Automated Enhancement Technical Point), da non confondersi con il metodo SNAP IFPUG, e che identifica gli effort per tutti i componenti tecnici implementati nel codice sorgente di supporto alle funzionalità utente principali, necessarie a far “funzionare” correttamente queste ultime. Questa misura riveste un ruolo determinante per capire come destinare correttamente i “Budget” nel portafoglio applicativo di un’azienda in funzione della complessità tecnica necessaria per manutenere una determinata funzione utente.

Nel prossimo articolo affronteremo come ragionare per “calibrare” nell’ambito di un sistema metrico automatico, la gestione degli effort nei progetti di manutenzione evolutiva, assegnando ai vari fornitori il corretto numero di Automated Function Point, sviluppati o manutenuti, per un determinato dominio di business.

 

 
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